Articolo di Gloria Belà del 11/09/2026
DSA: COSA SONO DAVVERO
Introduzione
"Mio figlio è intelligente, ma quando legge sembra bloccarsi."
"Studia tanto, eppure continua a fare errori di ortografia."
"Con la matematica va nel panico anche davanti a operazioni semplici."
Queste sono alcune delle frasi che molti genitori pronunciano quando iniziano a notare difficoltà persistenti nell'apprendimento dei propri figli. Spesso il primo pensiero è che il bambino si distragga facilmente, studi poco o non si impegni abbastanza. Nella realtà, però, queste difficoltà possono essere il segnale di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA).
Che cosa sono i DSA?
I DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) sono disturbi di origine neurobiologica. Derivano da un diverso funzionamento di alcune reti del cervello coinvolte nell'apprendimento e causano difficoltà specifiche nella lettura, nella scrittura e/o nell'utilizzo dei numeri e del calcolo. Queste difficoltà non dipendono da scarso impegno, mancanza di studio o poca applicazione, né da un'intelligenza inferiore alla norma, ma riflettono una diversa modalità di elaborazione delle informazioni da parte del cervello. Per questo la Legge 170/2010 distingue quattro principali tipologie di DSA:
-dislessia;
-disortografia;
-disgrafia;
-discalculia.
DISLESSIA: Per la maggior parte dei bambini imparare a leggere diventa, con il tempo, un processo naturale e automatico. Per un bambino con dislessia, invece, leggere richiede un grande sforzo. Riconoscere le lettere, associarle ai suoni corretti e trasformarle rapidamente in parole è un processo che non si automatizza con la stessa facilità. Di conseguenza, ogni parola richiede più tempo e più energie. La lettura risulta spesso lenta, poco fluida e caratterizzata da errori, con ripercussioni non solo sul rendimento scolastico, ma anche sulle attività della vita quotidiana che richiedono la lettura di un testo, come seguire una consegna, leggere un messaggio o studiare una lezione. Alcuni segnali precoci che possono far sospettare una difficoltà nella lettura sono:
• Difficoltà nell’associazione grafema-fonema
• Ritardo nell’apprendimento del linguaggio
• Vocabolario ristretto
• Problemi nei compiti relativi alla comprensione dei suoni (consapevolezza fonologica)
DISORTOGRAFIA: La disortografia è un disturbo che riguarda la correttezza della scrittura. Il bambino può commettere errori ortografici frequenti, come scrivere cita invece di città, dimenticare le doppie, usare in modo scorretto l'H, gli accenti o gli apostrofi. Questi errori non sono dovuti a disattenzione o a scarso impegno, ma alla difficoltà nell'automatizzare e applicare correttamente le regole ortografiche durante la scrittura. Il bambino con disortografia può commettere:
->errori di tipo fonologico: in cui non è rispettato il rapporto tra fonemi e grafemi.
Gli errori più comuni sono:
- omissione di grafema in sillabe semplici : “gufo” in “gfo”;
- omissione dell’intera sillaba: “pirata” in “pita”;
- aggiunta di un grafema, consonante o vocale: “andare” in “anandare”.
- conversione di grafemi: “naso” in “anso”.
- scambio di grafema: sostituzione di un grafema con uno foneticamente simile come “filo” in “vilo”.
-> errori lessicali non fonologici e fonetici -> errori nella rappresentazione ortografica rispettando, però, la corrispondenza fonema-grafema.
Appartengono a tale categoria:
- separazione illegale ( es “par lo” per “parlo”; “in sieme” per “insieme”).
- Fusione illegale (ad es ilcane per il cane; non èvero per è vero) parole scritte in maniera scorretta
- Aggiunta o omissione dell’apostrofo (lacqua per l’acqua)
- Diminuzione o aggiunta di doppie (pala per palla)
- Scambio di grafem1 omofon1 (Ad es: squola per scuola) o cugina per cucina.
La presenza di tali errori prima dell’età minima per fare diagnosi (seconda scuola primaria) potrebbe rappresentare un campanello d’allarme.
DISGRAFIA:La disgrafia riguarda il gesto della scrittura, cioè il modo in cui il bambino traccia le lettere sul foglio. Scrivere, per lui, può essere un'attività molto faticosa: la grafia può risultare poco leggibile, irregolare, lenta oppure eccessivamente veloce. Può inoltre avere difficoltà a mantenere una corretta organizzazione dello spazio, ad esempio rispettando i margini del foglio, scrivendo all'interno delle righe o mantenendo una distanza adeguata tra le parole. Di conseguenza, anche copiare dalla lavagna o prendere appunti può richiedere molto più tempo e un notevole dispendio di energie.
Alcuni segnali anticipatori che potrebbero far supporre a un’ipotetica difficoltà nella componente esecutiva della scrittura sono:
• mancato rispetto dei margini quando si colorano i disegni
• impaccio nell’impugnare i pennarelli
• mancanza di precisione
• difficoltà nelle attività che richiedono l’abilità grafica
DISCALCULIA:La discalculia è un disturbo che riguarda le abilità legate al mondo dei numeri e del calcolo. Il bambino può incontrare difficoltà nel comprendere il significato dei numeri, associare una quantità al simbolo numerico, riconoscere il valore delle cifre in base alla posizione che occupano (unità, decine, centinaia), eseguire calcoli a mente o svolgere correttamente le operazioni scritte. Le difficoltà possono riguardare anche la risoluzione dei problemi matematici, perché richiedono non solo di saper fare un calcolo, ma anche di comprendere il testo, individuare le informazioni importanti e scegliere la strategia più adeguata.
Nel dettaglio, il bimbo con discalculia può sperimentare una compromissione:
- del senso del numero (comprensione numerica e concetto di grandezza)
- della memorizzazione dei fatti aritmetici (tabelline e operazioni a alta frequenza come 10+10=20)
- dell’accuratezza e velocità del calcolo
- dell’accuratezza nel ragionamento matematico
Come intervenire?
La Consensus Conference (2007) ha evidenziato che nella pratica clinica si riscontra un’alta presenza di comorbilità sia fra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento stessi, sia fra Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed altri disturbi (ADHD; disturbi specifici del linguaggio; disprassie, disturbi del comportamento e dell’umore, disturbi d’ansia, ecc.).
Le difficoltà scolastiche ripetute possono avere un impatto importante anche sul benessere emotivo del bambino. Di fronte a continui insuccessi, alcuni bambini possono iniziare a sentirsi meno capaci rispetto ai compagni, sviluppare una ridotta fiducia nelle proprie possibilità e sperimentare ansia, frustrazione o un progressivo rifiuto delle attività scolastiche. Per questo motivo, un intervento efficace sui DSA non consiste semplicemente nel "far esercitare di più" il bambino, ma richiede un percorso personalizzato e multidimensionaleche coinvolga il bambino, la famiglia e la scuola. L'obiettivo è intervenire sia sulle difficoltà specifiche dell'apprendimento, attraverso strategie e strumenti mirati, sia sugli aspetti emotivi e motivazionali che possono influenzare il benessere del bambino e il suo rapporto con lo studio.